Cenni Storici

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L'area di Castiglion Fiorentino fu abitata fin dall'epoca preistorica e protostorica, ne sono testimonianza i ritrovamenti di oggetti risalenti al 1150 a.C. appartenenti ad un villaggio capannicolo che ci offrono una prima testimonianza di frequentazione della Valle nell'età del bronzo. Il nucleo abitato si sviluppò in epoca etrusca e l'insediamento sorse in posizione strategica tra la valle del fiume Clanis e la Val di Chio. Già alla fine del VII secolo a. C. il sito risulta abitato, come dimostrano il rinvenimento di frammenti di bucchero nero e le tracce di un sistema di canalizzazioni scavate nella roccia sulla sommità della collina. Al VI sec. a. C. risale il famoso "Deposito di brolio", numerosi bronzetti e oggetti di culto che stanno ad indicare che il territorio castiglionese era già fortemente antropizzato e fiorente. Una volta avvenuta la conquista del territorio aretino da parte dei romani, Castiglioni continuò a svolgere un ruolo importante nei collegamenti viari e fluviali dell'antica Etruria. La produzione agricola fu organizzata in forma di ville-fattorie. A partire dal III - IV sec. D.C. inizia per la Valdichiana un periodo di decadenza, le popolazioni, a causa dell'impaludamento della valle lasciata in totale abbandono, si spostano su zone collinari più sicure e salubri. È questo il momento della costruzione delle Pievi, collocate nel tracciato viario della Val di Chio, che probabilmente sorsero su preesistenze etrusco romane e finirono con lo svolgere funzioni religiose ed amministrative. Il paese è ricordato dai documenti con il nome di Castiglione non prima del X secolo quando risulta feudo dei Marchesi del Monte Santa Maria. Successivamente, pur rimanendo sotto la tutela dell'imperatore di Germania, appartenne alla Diocesi di Arezzo e solo dopo la sconfitta aretina di Campaldino passò sotto il dominio di Firenze. Nel 1303 tornò in mano agli aretini e il Vescovo Guido Tarlati, divenuto signore di Arezzo e del relativo territorio, ne ampliò la cinta muraria. Dal 1384 la cittadina passò definitivamente a Firenze e fu rinominata Castiglion Fiorentino. Nella metà del '700 grande importanza hanno ricoperto i Granduchi di Lorena in quanto realizzatori della campagna di bonifica sia del territorio comunale sia dell'intera Val di Chiana. Il dominio fiorentino si interruppe nel 1799, quando i Francesi presero la Toscana. Come in tutte le città conquistate, anche a Castiglion Fiorentino fu innalzato l'albero della libertà. Salvo un breve intervallo, durante il quale la città fu liberata dagli insorti del "Viva Maria", Castiglion Fiorentino fu presidiata dalle truppe napoleoniche dal 1800 al 1814. Con la Restaurazione tornarono i Lorena, che ultimarono i lavori di bonifica della Valdichiana.Grazie ai lavori di bonifica si crearono le condizioni per un forte incremento demografico, furono riorganizzati i territori dando luogo ad una stagione di crescita economica e sociale. Sabato 21 giugno 1849, Garibaldi verso mezzogiorno venendo da Cortona, arrivò in paese. Era a capo di circa 4.000 uomini reduci della Repubblica Romana, che si riposarono e si rifocillarono al Parterre, oggi Piazzale Garibaldi. Dopo aver parlamentato e raccolto fondi e vettovagliamenti dalle titubanti autorità locali, nel pomeriggio dello stesso giorno ripresero la marcia per Arezzo. L'evento venne ricordato non solo con l'obelisco nella piazza ma con la rima: "Giuseppe Garibaldi qui venne e s'attendò, mangiò, prese i quattrini e se n'andò". In seguito Castiglion Fiorentino seguì le sorti della Toscana che nel 1860 confluì nel nascente stato italiano.
Il passaggio del fronte bellico durante la seconda guerra mondiale fu causa di ingenti devastazioni, sia al centro storico che a buona parte del territorio comunale, colpito da bombardamenti che provocarono centinaia di morti anche tra i civili. Particolarmente grave fu il bombardamento alleato cui Castiglion Fiorentino fu sottoposta il 19 dicembre 1943, che causò la morte di 71 civili, in buona parte donne e bambini. Per quell'episodio, il 26 gennaio 2004 Castiglion Fiorentino è stata decorata con la Medaglia d'argento al merito civile.


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