Sacra Rappresentazione


Sacra Rappresentazione: della Passione di Nostro Signore: suggestiva e unica nel suo genere, la rappresentazione ha luogo il Giovedì santo e la domenica di Pasqua di ogni anno pari, rigorosamente di notte per enfatizzare la sofferenza e l'elevato valore simbolico di quegli ultimi, travagliati giorni della vita di Gesù Cristo. Lo sfondo, scelta singolare ed evocativa, è il Teatro dei Cipressi, scogliera di pietra che si trova alle spalle del Piazzale Garibaldi, che, con i suoi antichi alberi e rovi, ricorda, per malinconia, le brulle terre della Palestina. La storia è quella che narrano i Vangeli, ma le scene sono una libera scelta degli autori castiglionese. La Passione venne messa in scena per la prima volta nel 1954, ma solo dal 1978 abbiamo l'attuale valido copione, grazie al lavoro di Monsignor Angelo Tafi, che interpretò e riscrisse i testi sacri. La ricostruzione si articola in dodici scene: l'annunciazione, che costituisce una sorta di introduzione, di prologo, per lasciarepoi spazio agli anni venturi, quelli della maturità di Cristo, confidando nella memoria dello spettatore, che viene poi di colpo proiettato nel periodo fatale e forse più significativo della vita di Nostro Signore. Troviamo Gesù trentenne, che inizia il suo compito vero, il proselitismo, e i dodici apostoli, solenni, sacri, per quanto umani. E' bellissimo poi il quadro dell'ultima cena, che sembra dipinta dalla geniale mano di Leonardo, per quanto ci lascia rapiti e affascinati: il pane viene spezzato e benedetto, il calice è riempito di vino. Sono i simboli del sacrificio celeste. Nell'orto dei Getsemani gli uomini di Caifa arrestano il Giusto e presto si compie lo scempio complotto del Sinedrio, del processo di Gesù di fronte a Pilato. Alti e statuari legionari dell'esercito di Roma lo circondano, nell'antico palazzo pretoriale, ricostruito con lignee scenografie. Anche la corte di Erode Antipa pullula di figuranti: uomini, dame, ancelle e giullari, che rendono la pittoresca ricostruzione ancora più viva ed evocativa. Poi le luci si abbassano e cominciano i momenti più difficili. Il Cristo, piegato e sfinito dalle torture, compie gli ultimi gesti della sua vita terrena. Sale sul Calvario, solo e denigrato, e chiede perdono a Dio per le colpe che non gli spettano. Il sacrificio si compie sulla Croce, situata nel punto più in alto della collina, su uno strapiombo di oltre venti metri, accanto a quella dei due ladroni, e lo spettatore osserva, commosso, quegli ultimi istanti dell'esistenza del Signore. La Sacra Rappresentazione è un evento che viene realizzato in molte altre realtà italiane, comunali e cittadine, ma l'esperienza castiglionese, come hanno più volte sottolineato giornali e televisioni, costituisce un "unicum" caratteristico e irripetibile, vuoi per il peculiare sfondo naturale del Teatro dei Cipressi, vuoi per l'impegno profuso un po' da tutti, vuoi per la ricercatezza e fedeltà dei costumi, indossati con serietà e bravura dai più di centocinquanta attori ogni volta reclutati.


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